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Intervista a Nicola Lavenuta, CEO e socio fondatore della Macnil Gruppo Zucchetti. Nell’ambito dei Percorsi di Accompagnamento Personalizzato (PAP) sarà il Mentore della start up Zemove

di Valentina Parente


Macnil Gruppo Zucchetti è un’azienda di informatica, elettronica e telecomunicazioni, specializzata nello sviluppo di Progetti M2M e IoT (Internet of Things). Progetta sistemi integrati wireless/web e di telecontrollo nei settori Automotive, Telematics, Telemedicina e di Digital Mobile Marketing. L’azienda sviluppa applicazioni software in modalità SaaS (Software as a Service) con accesso da remoto via web attraverso browser e Apps. Nel 2014 Macnil è entrata a far parte del Gruppo Zucchetti per incrementare ulteriormente la propria offerta di prodotti e servizi e per crescere ancora di più nei suoi mercati di riferimento.


Dott. Lavenuta, la vostra storia parte nel 2000 con una Tesi di Laurea dell’altro socio fondatore Mariarita Costanza sulle potenzialità dell’invio degli sms. Da lì il percorso della Macnil Gruppo Zucchetti non ha conosciuto battute d’arresto. Come avete gestito la vostra fase di start up?

Molto semplicemente mettendo in atto quella che è la filosofia che una startup dovrebbe applicare: avere un’idea, crederci al 100%, realizzare il progetto a tutti i costi, trovare i finanziatori e organizzarsi per commercializzare il prodotto/servizio realizzato, quindi restituire i soldi con gli interessi ai finanziatori. Nel nostro caso abbiamo scoperto dopo anni che eravamo una startup e i nostri finanziatori erano una banca con a garanzia la casa dei nostri genitori.



La Macnil Gruppo Zucchetti ha attivato da anni una collaborazione con la Facoltà di Ingegneria delle Telecomunicazioni del Politecnico di Bari, che permette attività di ricerca ad alcuni studenti con la possibilità di sviluppare la propria tesi laurea, attraverso un periodo di internship presso la vostra azienda. Secondo lei in Italia esistono modalità anche alternative di formazione altamente specialistica per i giovani che vogliono fare impresa tecnologica o il mondo accademico e quello industriale sono ancora troppo distanti? 
La nostra esperienza in tal senso è molto positiva, perché da noi è normale trovare in azienda tesisti, ricercatori, tirocinanti e stagisti provenienti dal mondo accademico. Ritengo che spesso sono le aziende che non credono in queste opportunità, quindi bisognerebbe lavorare di più nell’informare le aziende di queste opportunità.


La start up che affiancherà in qualità di Mentore si chiama Zemove e si occupa di trasporto urbano ed extraurbano con un servizio di car sharing elettrico, fornito attraverso un social network. Nella sua formazione professionale ha avuto dei mentori? Secondo lei il Mentoring come metodologia di formazione quanto è utilizzata?

Purtroppo l’attività di Mentoring non è molto utilizzata perché tutti siamo presi dalle scadenze operative, commerciali, fiscali o dai clienti che pressano per le consegne. Io non ho avuto mentori operativi che mi hanno dato una mano, ma sicuramente mi sono scelto qualche uomo della storia che mi ha ispirato nella motivazione per raggiungere obiettivi impossibili. Per essere precisi mi rifaccio ad Alessandro Magno che partendo dalla Macedonia ha conquistato il mondo conosciuto. Io sono convinto che si possa conquistare il mondo anche se parti dalla Puglia utilizzando idee e tecnologia innovative senza fare la guerra fisica, ma quella di mercato sicuramente sì. A proposito della Startup Zemove sarà un piacere accompagnarli al successo, visto che conosciamo molto bene il settore nel quale si muovono, occupandoci di sistemi satellitari automotive.

Perché una start up tecnologica dovrebbe scegliere di operare in Puglia, quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Le startup tecnologiche hanno la grande possibilità di nascere, vivere e crescere in Puglia, ma devono assolutamente essere aperte ad operare a livello globale. Secondo noi dovrebbero essere startup GLocal, pensare e vivere in maniera Locale e muoversi in maniera Global.