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Intervista Roberto Bianco, Presidente e CEO della ICAM (www.icamonline.eu/ita/index.asp ). All’interno dei Percorsi di Accompagnamento di Personalizzato (PAP) sarà il Mentore della start up Qubo.

di Valentina Parente


La ICAM progetta, realizza e distribuisce in tutto il mondo magazzini ed archivi automatici. Fondata nel 1957, originariamente operava nel settore degli arredi metallici per ufficio, producendo anche scaffalature leggere per archivi. Nel tempo il business si è evoluto, orientandosi sempre più verso sistemi avanzati di meccatronica, per risolvere le problematiche di gestione dei materiali e delle merci in ambito industriale, sanitario-ospedaliero, ufficio ed in prospettiva city logistic e retail.


Dott. Bianco, lei è Presidente e CEO dell’ICAM dall’età di 26 anni. L’età media dei suoi collaboratori è di 33 anni.  Secondo lei un’azienda con un capitale umano più giovane può essere più competitiva?Quanto conta l’esperienza e quanto la propensione al cambiamento?

Senza alcun dubbio l’età è un elemento molto importante per la capacità di apprendere intesa come flessibilità mentale, velocità oltre che predisposizione verso strumenti tecnologici sempre più indispensabili e onnipresenti in ogni ambito aziendale. L’energia e la positività mentale hanno un valore inestimabile nelle aziende che
devono correre sempre di più. Il tutto va solo bilanciato da una necessaria esperienza, che in alcuni ruoli è un must e va integrata a livello organizzativo.


Lei si occupa di progettare e produrre archivi e magazzini automatici in Puglia. Ha avuto difficoltà a reperire sul mercato del lavoro competenze e know-how specifico del settore? Secondo lei le aziende in Italia dovrebbero investire di più sulla formazione altamente specialistica del loro capitale umano?

Ci sono competenze scarse ed altre più specifiche addirittura inesistenti. Questo crea dei forti rallentamenti o, a volte, barriere a sviluppi tecnologici o organizzativi. Laddove c’è più concorrenza e quindi turnover, c’è maggiore opportunità di reperire competenze strategiche.


Nel 2011 ha fondato ENGINIA, una società specializzata nella ricerca, progettazione e sviluppo di nuovi prodotti nel campo della meccatronica, con un team di ingegneri ricercatori altamente qualificato ed attrezzature di altissimo livello. Di cosa si tratta? Da dove è nata questa idea?


Trattasi di uno spin-off di una società di progettazione meccatronica altamente qualificata e che stava già sviluppando progetti e competenze strategiche per noi. Era indispensabile conservare queste competenze, giovani, in gran parte non appartenenti al nostro territorio e necessarie per sviluppare progettazioni in ambito robotico, cosi come poi è accaduto.


La start up che lei affiancherà in qualità di Mentore si chiama Qubo e si occupa di progettazione e realizzazione di architetture gonfiabili. Nella sua formazione professionale ha avuto dei mentori? Cosa le hanno trasmesso?

Ne ho avuti, diversi, magari con ruoli e competenze diverse, purtroppo con una presenza molto limitata. Ciononostante sono stati importanti e seguirli è sempre molto utile. È fondamentale riuscire a discernere gli ambiti in cui le loro competenze ed esperienze possono offrire valore aggiunto anche in contesti diversi da quelli in cui sono esperti, ascoltandone i consigli con indispensabile apertura mentale e capacità di trasferimento degli stessi nel nostro contesto.