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Intervista a Mauro Cagnazzo, PLM & CAD Practice Manager di Eka (www.eka-systems.com).

All’interno dei Percorsi di Accompagnamento Personalizzato (PAP) sarà il Mentore delle start up Aerialclick.

di Valentina Parente


Eka s.r.l. è nata come spin-off dell’Università del Salento e come risultato del progetto di ricerca e formazione X-Net.Lab. Si occupa di erogare servizi e soluzioni per la gestione del ciclo di vita del prodotto (Product Lifecycle Management) e per l’ottimizzazione dei processi aziendali (Business Process Management) nei confronti di grandi nomi dell’industria aeronautica, automobilistica e manifatturiera italiana. Nata nel 2010, EKA ha sede legale a Bari e una sede operativa a Lecce presso l’Università del Salento.


Ing. Cagnazzo siete partiti come un progetto di ricerca e siete diventati una S.r.l. con diversi dipendenti a tempo indeterminato. Come siete arrivati a questi risultati? Come avete gestito la fase di start up?


Lo slogan di Eka è “ l’evoluzione naturale della ricerca”. In questo concetto si sintetizza il circolo virtuoso che dalla formazione e la ricerca porta all’industrializzazione che caratterizza il nostro spin off. Eka nasce nel 2010, ma si porta dietro un bagaglio decennale di collaborazioni tra l’Università del Salento e grossi gruppi del panorama manifatturiero italiano. Il risultato delle azioni di ricerca, incentrata sui problemi reali delle aziende, è stata l’acquisizione di know how su temi specifici quali il PLM o il BPM. Ad un certo punto ci siamo accorti che eravamo pronti per industrializzare queste competenze, ponendoci sul mercato e fornendo servizi di consulenza su questi macro temi, a cui nel corso degli anni si sono aggiunti i servizi in ambito CAD e Business Intelligence.

La presenza dell’Università del Salento nella vostra compagine societaria si rivela essere particolarmente strategica per introdurre costantemente in azienda capitale umano altamente specializzato. Secondo lei in Italia esistono modalità di formazione altamente specialistica per i giovani che vogliono misurarsi “sul campo” o il mondo accademico e quello industriale sono ancora troppo distanti? 


Ritengo che l’Italia sia uno dei paesi con il sistema formativo e di impresa tra i più avanzati al mondo in termini di alta specializzazione e di contenuto ad alta tecnologia dei prodotti/servizi offerti. Non a caso i talenti più apprezzati all’estero sono proprio italiani. Molto spesso, purtroppo, questi i mondi della ricerca e dell’impresa non si parlano o semplicemente viaggiano su binari paralleli e, se pensiamo al sistema Italia, questo è di fatto uno spreco di risorse: da un lato perché occorre recuperare del tempo nella formazione “sul campo”, dall’altro perché si perdono opportunità di sviluppare nuovi business, prendendo spunto da ciò che può offrire la ricerca. L’Università del Salento si è saputa mettere intorno allo stesso tavolo con l’industria, mettendo a fattor comune ricerca, talenti, obiettivi. Eka è il segno che questo approccio, premia.

A settembre dello scorso anno Eka è stata premiata per la seconda volta all’annuale edizione del Global Awards for Excellence in BPM e Workflow a Chicago, prestigioso riconoscimento che premia i progetti di eccellenza in ambito di innovazione tecnologica nella gestione dei processi. Con quale progetto avete partecipato? Di cosa si tratta?


In effetti è il secondo premio vinto per lo stesso concorso: già nel 2011 ci siamo classificati secondi in Europa con un progetto riguardante la gestione della manutenzione dei motori militari nello stabilimento Avio di Brindisi.

Il riconoscimento di quest’anno, invece, riguarda lo sviluppo di un Sistema di Gestione delle procedure di qualità basato sui Processi in GE Avio, azienda leader nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi per l’aeronautica civile e militare.

Il progetto è stato avviato nel 2012 e aveva per obiettivo la modernizzazione della gestione e diffusione delle procedure di qualità aziendali. La piattaforma realizzata consiste in una soluzione web, multilingua, che consente la navigazione, la consultazione, la modellazione e l’aggiornamento delle norme di qualità relative ai processi realizzativi aziendali, secondo lo standard internazionale BPMN 2.0.
Tra i vantaggi riscontrati vi sono: facilità nella ricerca delle informazioni, riduzione del tempo nell’aggiornamento delle procedure, semplicità nel confronto tra le versioni o revisioni dei documenti, migliore visibilità e controllo dei processi e delle attività, maggiore chiarezza di “chi fa cosa”, condivisione della conoscenza e know-how, supporto per il training di nuove risorse; ecc.


La start up che affiancherà si chiama Aerialclick e si occupa di progettazione e produzione sistemi aerei a pilotaggio remoto per riprese aeree. Come affronterà il suo ruolo da Mentore? Punterà allo sviluppo del potenzialità metodologiche e tecnologiche della Business Collaboration?


Ovviamente. Occupandomi di sviluppo di nuovi prodotti so bene quale sia il ruolo del “collaborative working” in seno alla realizzazione di un prodotto complesso. Oggi realizzare un prodotto, qualunque esso sia, significa mettere insieme persone, processi, informazioni, molto spesso ben oltre i confini aziendali in ottica di “extended enterprise”, su scala globale e nel minor tempo possibile. Riuscire a fare questo meglio e prima determina un vantaggio competitivo sostenibile.

Ciò trova la sua massima applicazione proprio nell’industria aerospaziale, tra le più complesse al mond,o sia in termini di prodotto sia in termini di supply chain (catena di fornitura). Oggi progettare e realizzare un aeromobile significa coinvolgere attorno allo stesso progetto una catena di aziende altamente specializzate su scala globale, interconnesse tra loro e in grado di condividere in tempo reale idee, soluzioni, dati.