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Intervista a Vittorio Colangiuli, Direttore Confindustria Puglia che, in sinergia con l’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, ha collaborato alla realizzazione dei Percorsi di Accompagnamento Personalizzato (PAP).


Di Valentina Parente


Dott. Colangiuli, lei si è occupato del matching, ovvero di selezionare i Mentori che potessero rispondere ai fabbisogni delle start up selezionate all’interno dei PAP. Che risposta ha ricevuto dagli imprenditori a cui ha chiesto di svolgere attività di mentoring? Tutti hanno raccolto il suo invito o ha incontrato delle resistenze?


La risposta da parte degli imprenditori è stata ampiamente positiva, andando anche aldilà delle mie aspettative. C’è un clima molto favorevole allo sviluppo di collaborazioni ed un’apertura da parte del nostro sistema imprenditoriale che, ne sono sicuro, non potrà che produrre effetti benefici per la crescita del territorio pugliese.


L’attività di mentoring non è unidirezionale, spesso anche i Mentori hanno l’opportunità di imparare dall’incontro con nuove start up. Favorire gli scambi, generazionali e non, è spesso complesso. Secondo lei quanto conta la predisposizione di un imprenditore a mettersi in gioco?


E’ fondamentale. Riagganciandomi a quanto detto prima, posso dire con sicurezza che in questi anni ho notato, da parte delle imprese, un crescente interesse verso modalità di interazione nuove con il territorio e con quanto di innovativo esso è in grado di produrre. C’è una cultura imprenditoriale molto più aperta e curiosa. Sicuramente un ruolo di primo piano nel favorire questo atteggiamento lo hanno giocato la Regione e l’ARTI, che hanno il merito di aver insistito su strumenti, proposte, azioni che in un primo momento non sono state comprese nella maniera più adeguata.


ARTI e Confindustria Puglia hanno lavorato sinergicamente alla realizzazione dei PAP. La direzione di Confindustria Puglia è proprio quella di puntare su progettualità integrate che possano coinvolgere tutti gli attori territoriali e tutte le categorie?


L’interesse di Confindustria Puglia è che si realizzi un ecosistema favorevole alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio. Questo obiettivo, come insegnano le esperienze di altri territori, può essere raggiunto solo attraverso il coinvolgimento e la condivisone da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati, che svolgono un ruolo nel governo e nella gestione del nostro sistema economico-produttivo. Questo consente di scambiare conoscenze, creare reti, diffondere opportunità. Con ARTI abbiamo da tempo avviato una collaborazione molto efficace e fruttuosa: PAP non è l’unico ambito in cui ci siamo confrontati e abbiamo interloquito.


I PAP sono una delle misure a sostegno delle nuove start up innovative e dell’autoimprenditorialità. Quali sono, secondo lei, altri interventi andrebbero messi in campo da parte della governance pubblica? E Confindustria Puglia su questi ambiti come si sta muovendo?


L’attenzione di cui hanno goduto e godono le start up da parte di soggetti diversi (pubblici e privati) è sicuramente condivisibile. Ora, però, ritengo che vada fatta una riflessione sullo sviluppo che questi strumenti di sostegno e di diffusione delle start up devono avere. Il supporto alla nascita e creazione di start up deve essere coerente con il modello imprenditoriale di riferimento. In Puglia, lo sviluppo di una nuova imprenditorialità è un processo che deve accompagnare lo sviluppo delle piccole e medie imprese attive, le quali, non possedendo talvolta competenze adeguate, non sono in grado di intercettare nuove idee e nuovi trend di cambiamento, presenti nel contesto globale o, ancora, di tradurre questi ultimi in nuovi modelli di business. Bisogna certamente favorire la nascita di idee imprenditoriali innovative; ma occorre fare in modo che queste possano diventare strumento di "contaminazione" del territorio. Vanno introdotti strumenti che consentano alle idee imprenditoriali innovative di essere "inserite" nel grembo delle piccole e medie imprese già esistenti, le quali - con strutture e capacità manageriali adeguate - potranno garantirne meglio l’implementazione e il successo. Confindustria Puglia ha ben presente questa esigenza e sta operando per favorire questi processi di matching, coinvolgendo altri attori come le banche ed i sindacati, consapevole dello stimolo potente che può derivare dalle start up e della necessità che questo stesso stimolo non vada disperso.