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Politiche comunitarie


7PQ - Settimo Programma Quadro 2007-2013 
ec.europa.eu/research/fp7/ (in inglese)
cordis.europa.eu/fp7/home_it.html

Nel giugno 2006, il Parlamento europeo ha approvato il 7° Programma Quadro, con il quale l'Unione Europea per il periodo 2007-2013 investirà in ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione un importo pari a 50,5 miliardi di Euro.

Il 7° Programma Quadro si articola in quattro programmi specifici:

  • Il programma Cooperazione (64% degli stanziamenti), che punta a promuovere la ricerca operata dai diversi  organismi in collaborazione transnazionale. E' suddiviso nei seguenti temi: Salute; Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie; Tecnologie dell'informazione e della comunicazione; Nanoscienze e nanotecnologie; Energia; Ambiente; Trasporti; Scienze socioeconomiche; Sicurezza e Spazio.

  • Il programma Idee (15% degli stanziamenti), che verrà realizzato sotto la guida del Consiglio europeo per la ricerca, che mira a sostenere la ricerca di frontiera.

  • Il programma Persone (9,5% degli stanziamenti), punta a migliorare la qualità del potenziale umano nella R&S europea e a rendere l'Europa più attraente per i migliori ricercatori provenienti da tutto il mondo.

  • Il programma Capacità (7,8% degli stanziamenti), destinato a sostenere lo sviluppo coerente e sinergico di politiche comunitarie e regionali. E' così suddiviso: Infrastrutture di ricerca; Ricerca a favore delle Piccole e Medie Imprese (PMI); Regioni della conoscenza; Potenziale di ricerca; Scienza nella società; Sostegno allo sviluppo coerente delle politiche di ricerca; Attività di cooperazione internazionale.

Per ulteriori informazioni, si può consultare la sezione Interventi per R&I > Il 7° Programma Quadro

Il portale europeo per la mobilità del ricercatore
ec.europa.eu/eracareers/index_en.cfm (in inglese)

Il portale fornisce utili informazioni su borse di studio e altri finanziamenti a favore di ricercatori disposti a lasciare il proprio Paese di origine per condurre le proprie ricerche all'estero. Inoltre, si presta ad essere efficace punto di incontro tra domanda ed offerta di ricercatori a livello comunitario. Infatti, mentre ai ricercatori è data la possibilità di inserire il proprio CV, le varie organizzazioni possono pubblicare sul portale le posizioni aperte (ec.europa.eu/eracareers/index_en.cfm).

Il portale contiene più in generale informazioni riguardo le politiche comunitarie per la ricerca, assieme ad una newsletter ed una serie di utili links.

SER - Spazio Europeo per la Ricerca
ec.europa.eu/research/era/index_en.html (in inglese)
cordis.europa.eu/era/ 

L'iniziativa di uno Spazio Europeo per la Ricerca ha preso avvio dalla comunicazione della Commissione europea al Consiglio, al Parlamento, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle regioni del gennaio 2000 contenuta nel documento "Verso uno spazio europeo della ricerca". L'obiettivo è stato poi condiviso e fatto proprio dal Consiglio a Lisbona nel marzo 2000. Partendo dalla considerazione che il XXI secolo sarà, più che del secolo che l'ha preceduto, il secolo della scienza e della tecnologia, e considerati i ritardi che l'Europa ha accumulato rispetto a Stati Uniti e Giappone, appare quanto mai fondamentale investire in ricerca. Obiettivo del programma è quindi creare un'area comune europea in cui non ci siano barriere alla mobilità e all'interazione dei ricercatori; in cui le conoscenze siano condivise, trasmesse, usate e valorizzate efficientemente a fini sociali, economici e di politiche; area in cui siano resi più efficienti e condivisi i programmi di ricerca ai vari livelli (regionale, nazionale, comunitario) in modo da sostenere i programmi più promettenti e coordinarli al fine di rispondere con uno sforzo comune alle sfide. Infine, il SER si propone di sviluppare partnerariati a livello globale affinché l'Europa benefici del progresso delle conoscenze sviluppato anche in altre parti del mondo  per contribuire allo stesso e cercare di assumere un ruolo leader nella soluzione delle questioni di interesse globale.         

CIP 2007- 2013 -  Programma quadro per la Competitività e l'Innovazione                                                  ec.europa.eu/enterprise/enterprise_policy/cip/index_en.asp (in inglese)
cordis.europa.eu/fp7/cip_it.html                                         

Il Parlamento europeo nell'ottobre 2006 ha adottato il primo CIP, Programma quadro per la Competitività e l'Innovazione, che insieme al 7° Programma Quadro costituisce elemento per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona (www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ec/00100-r1.i0.asp). Nel marzo del 2000 si tenne, a Lisbona, un Consiglio europeo straordinario dedicato ai temi economici e sociali. In quella occasione l'Unione si è prefissa un nuovo obiettivo strategico per il decennio seguente: diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale (il Consiglio europeo di Goteborg, nel giugno del 2001, ha introdotto, poi, una terza dimensione alla strategia di Lisbona: la sostenibilità ambientale). Per raggiungere tale obiettivo si richiede una strategia globale volta a: predisporre il passaggio verso un'economia e una società basate sulla conoscenza migliorando le politiche in materia di società dell'informazione e di R&S, nonché accelerando il processo di riforma strutturale ai fini della competitività e dell'innovazione e completando il mercato interno; modernizzare il modello sociale europeo, investendo nelle persone e combattendo l'esclusione sociale; sostenere il contesto economico sano e le prospettive di crescita favorevoli applicando un'adeguata combinazione di politiche macroeconomiche. La strategia di Lisbona mira, dunque, a realizzare una knowledge society incoraggiando la ricerca, sviluppando le tecnologie dell'informazione e creando un clima favorevole per l'innovazione, attraverso l'accelerazione della rimozione degli ostacoli alla libertà di fornire servizi e attraverso la liberalizzazione dei mercati dei trasporti e dell'energia. Alla stesso tempo sottolinea la necessità di modernizzare il modello sociale europeo, in particolare, aumentando l'occupazione, riformando i sistemi di protezione sociale, al fine di fronteggiare l'invecchiamento della popolazione, e combattendo l'esclusione sociale.

Per il programma, di durata settennale,  è stata proposta una dotazione complessiva di 3,6 miliardi di Euro.

Scopo principale del programma è quello di riunire in una base giuridica coerente specifici programmi comunitari e  altre iniziative comunitarie in settori chiave per la promozione della produttività, della capacità d'innovazione e della crescita sostenibile europea.

Il programma si pone anche come risposta ai problemi ambientali legati ai temi della competitività e dell'innovazione e si rivolge principalmente alle Piccole e Medie Imprese (PMI).   

Tre i programmi specifici in cui si articola il CIP:

  • Il programma Innovazione e imprenditorialità prevede azioni volte alla promozione dell'imprenditorialità, della competitività industriale e dell'innovazioni mediante facilitazioni all'accesso al credito per l'avviamento e la crescita delle PMI e per l'investimento in progetti di innovazione, la creazione di un ambiente favorevole alla cooperazione - soprattutto transfrontaliera - tra le PMI.  Sostiene in particolare l'eco-innovazione, incoraggiando il pieno sfruttamento del potenziale delle ecotecnologie.

  • Il programma Sostegno alla politica in materia di Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) promuove l'adozione e l'utilizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Il programma si inserisce  nella nuova strategia i2010: Società europea dell'informazione  e realizzerà gli obiettivi dei precedenti programmi eTEN, MODINIS, eContent.

  • Il programma Energia intelligente per l'Europa contribuisce ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi riguardo  l'energia sostenibile per l'Europa, e rafforzare la competitività di tale settore. A tal fine promuove azioni dirette al miglioramento dell'efficienza energetica, all'adozione delle fonti d'energia nuove e rinnovabili e alla spinta verso una maggiore diversificazione energetica. Un interesse particolare sarà prestato al settore dei trasporti. Tale programma si inserirà nel precedente programma Energia Intelligente - Europa scaduto il 31 dicembre 2006.

Fondi Strutturali 2007-2013

Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)
ec.europa.eu/regional_policy/index_it.asp
www.dps.mef.gov.it
ec.europa.eu/regional_policy/funds/prord/prord_it.asp

Fondo Sociale Europeo (FSE)
ec.europa.eu/employment_social/esf/index_it.asp 
www.welfare.gov.it/EuropaLavoro/

Fondo di Coesione
ec.europa.eu/regional_policy/funds/procf/cf_it.asp

Nel luglio 2006, il Consiglio europeo ha adottato il nuovo regolamento (Reg. CE n. 1083/2006) recante disposizioni generali sui Fondi strutturali  e sul Fondo di coesione che abroga il precedente regolamento in vigore (Reg. CE n. 1260/1999). Finalità principale di tale politica è il rafforzamento della coesione economica e sociale dell'Unione Europea allargata per "promuovere lo sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile della Comunità". Per il raggiungimento di questa finalità generale, nell'ambito della politica di coesione sono previsti finanziamenti a favore della ricerca e dell'innovazione tecnologica. In particolare, i tre obiettivi perseguiti con l'utilizzo dei fondi sono:

  1. l'Obiettivo Convergenza, il principale dei tre, mira ad accelerare la convergenza degli Stati membri e delle regioni in ritardo con la creazione di migliori condizioni per la crescita e l'occupazione. I temi prioritari su cui possono essere realizzati gli investimenti dell'Obiettivo Convergenza riguardano il potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali, la valorizzazione delle risorse umane, naturali e culturali e il rafforzamento della capacità istituzionale delle regioni e dei paesi in ritardo di sviluppo, con un'accentuazione dell'enfasi sul sostegno all'innovazione, e quindi alla competitività dei territori, secondo quanto richiesto dall'attuazione dell'agenda di Lisbona.

  2. L'Obiettivo Competitività regionale e occupazione è volto rafforzare la competitività, l'attrattività e l'occupazione nelle regioni non a ritardo di sviluppo, con azioni capaci di anticipare i cambiamenti economici e sociali. Gli interventi dell'Obiettivo Competitività regionale e occupazione sono concentrati su poche priorità: innovazione e ricerca, ambiente e accessibilità dei territori (sia fisica sia alle reti); adattabilità dei lavoratori e delle imprese, miglioramento delle opportunità di occupazione e inclusione sociale. La forte enfasi a favore dei progetti che consentono di attuare la strategia di Lisbona costituisce un elemento essenziale della programmazione per questo Obiettivo.

  3. L'Obiettivo Cooperazione territoriale europea tende al rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e interregionale mediante iniziative congiunte locali e regionali connesse alle priorità comunitarie. Per il raggiungimento di tale obiettivo, contribuisce essenzialmente il FESR. In questo ambito vengono sostenute le iniziative di cooperazione regionale su base transfrontaliera (aree con contiguità geografica), transnazionale (grandi aree caratterizzate dalla condivisione di opportunità, ma anche problemi comuni) e interregionale (reti di cooperazione senza vincolo di contiguità geografica) sviluppando ulteriormente le azioni che nel periodo 2000-2006 sono state svolte nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Interreg.

I tre obiettivi vengono realizzati utilizzando tre strumenti: il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, il Fondo Sociale Europeo e il Fondo di coesione.

Il FESR sostiene gli investimenti volti a ridurre le disparità regionali, mirando ad associare ai più tradizionali settori di intervento legati allo sviluppo delle infrastrutture materiali anche gli interventi nella ricerca, l'innovazione, l'ambiente, la protezione dai rischi e quindi, più in generale, le infrastrutture immateriali. È anche il Fondo che sostiene prevalentemente le azioni di cooperazione, in ambito transfrontaliero , transnazionale e interregionale.

Il FSE ha come scopo il sostegno agli interventi che mirano a promuovere l'occupazione e il funzionamento efficace del mercato del lavoro, attraverso il supporto all'adattabilità di lavoratori e imprese, il miglioramento delle condizioni per l'accesso al mercato del lavoro, il rafforzamento dell'inclusione sociale, lo sviluppo del capitale umano e della capacità amministrativa.

Il Fondo di coesione, che opera negli Stati membri il cui reddito nazionale lordo è inferiore al 90% di quello medio comunitario, sostiene gli investimenti nei settori delle infrastrutture dei trasporti (soprattutto legati alle reti TEN Transport European Network) e dell'ambiente. Nel periodo 2007-2013 è anche possibile sostenere interventi nel campo dello sviluppo sostenibile, in particolare per l'efficienza energetica, le energie rinnovabili e i trasporti anche al di fuori delle reti TEN (ferrovie, vie navigabili, modalità di trasporto urbano pulito).

La Puglia è tra le regioni ammissibili al finanziamento dei Fondi strutturali nell'ambito dell'obiettivo "Convergenza".