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Intervista ad Antonio Ulloa Severino, amministratore unico di Grifo Multimedia All’interno dei Percorsi di Accompagnamento Personalizzato (PAP) sarà il Mentore della start up  Aulab

di Valentina Parente


Grifo Multimedia è un’impresa di ICT che opera dal 1997 nel campo dell’e-learning, del knowledge e del content management. Si occupa di migliorare le performance aziendali e l’efficienza produttiva, offrendo a clienti e partner nuove opportunità di crescita nell’ambito dell’economia basata sulla conoscenza. L’azienda ha anche sviluppato soluzioni avanzate basate sulle “reti sociali” e il “mobile learning”, che rappresentano nuovi strumenti per condividere conoscenze e facilitare la collaborazione all’interno delle organizzazioni.

Dottor Ulloa, Grifo Multimedia è ormai leader nel campo delle soluzioni di e-learning e gamification per lo sviluppo del capitale umano.  Quanto è importante per un’azienda investire sulla formazione dei propri collaboratori? Chi sono oggi i vostri committenti?            

Oggi più che mai il binomio capitale umano e competenze rappresenta l’elemento chiave su cui puntare per la crescita economica e lo sviluppo delle organizzazioni. Il nostro slogan riflette la nostra mission aziendale: “better knowledge, better performance”, ossia lo sviluppo delle persone e delle loro conoscenze produce valore e incrementa le performance delle organizzazioni. L’incremento della produttività passa dalla capacità delle persone e delle imprese di adottare nuove tecnologie, concepire nuovi prodotti/servizi e generare innovazione. In questo contesto l’apprendimento continuo diventa un’attività strategica dell’organizzazione, capace di mobilitare energie e potenzialità negli individui. Per noi le soluzioni e-learning e di gamification sono strumenti di questa strategia volta a facilitare i processi di apprendimento con lo scopo di produrre cambiamenti positivi, raggiungere gli obiettivi organizzativi, evolvere in termini di conoscenze, capacità ed atteggiamenti. I nostri clienti sono mediamente grandi imprese (ENI, ENEL, Vodafone, Zurich, Nespresso, Valentino Fashion Group, Adidas, Bottega Veneta, FIAT, BOSCH, GKN,….) ed enti pubblici (INAIL, EFSA, Regione Puglia,….) che scelgono di rivolgersi a noi per innovare e rendere più efficaci i loro percorsi formativi. Ovviamente i bisogni formativi sono sempre diversificati, ma la forza della nostra proposta consiste nel creare soluzioni “custom-fit” ossia soluzioni che si adattano alle specifiche esigenze di ogni cliente.  Da un paio d’anni la gamification costituisce il nostro core business. La gamification utilizza le logiche e le dinamiche di gioco (come punti, livelli, badge, reward, status) all’interno di contesti non gaming per creare coinvolgimento ed emozione. Si tratta di un approccio che agisce sulle motivazioni intrinseche dell’individuo, spingendolo anche a modificare abitudini e comportamenti consolidati.

 

Cos’è l’apprendimento collaborativo? E la comunità di pratica? Dal 1997 ad oggi come sono cambiate le tecniche di apprendimento?

L’apprendimento collaborativo è una modalità di apprendimento che si basa sulla valorizzazione della collaborazione all’interno di uno o più gruppi di formandi. Secondo Anthony Kaye, l’apprendimento collaborativo si ha quando esiste una reale interdipendenza tra i membri del gruppo nella realizzazione di un compito, un impegno nel mutuo aiuto, un senso di responsabilità verso il gruppo e i suoi obiettivi di conoscenza. Nelle dinamiche sociali di partecipazione le persone in interazione, in qualità di membri della stessa comunità di pratica, costruiscono conoscenza organizzata e di qualità, attivando pratiche di conoscenza specifiche e condivise che generano processi di apprendimento permanente. In questa accezione, parlare di apprendimento collaborativo significa parlare di processi sociali di interazione e di partecipazione in comunità di pratiche, che possono essere fortemente mediate o influenzate dalle tecnologie, che siano social media – si pensi a Facebook o Twitter ad esempio – o ambienti educativi progettati e sviluppati ad hoc, come le piattaforme di learning management system o le piattaforme di game-based learning. Dal 1997 ad oggi, quindi, le tecnologie hanno contribuito a cambiare in modo sostanziale le modalità di apprendimento, stimolando un’ampia gamma di nuove e diverse opportunità/modalità di apprendimento in grado di influenzare i processi riflessivi, emotivi, metacognitivi e sociali delle persone che apprendono nei contesti educativi e organizzativi in senso lato. Si pensi, ad esempio, alla possibilità offerta dalle tecnologie di poter “uscire” dall’aula fisica e di poter potenziare le dinamiche di partecipazione e apprendimento “in rete”. Piattaforme tecnologiche (accessibili anche da device mobili: smartphone e tablet) che integrano funzioni di social network, forum di discussione, chat, repository di oggetti didattici interattivi rappresentano strumenti con un enorme potenziale educativo, essendo in grado di supportare dinamiche di comunicazione sincrona o asincrona, condivisione di materiali di apprendimento, socializzazione e costruzione collaborativa di conoscenza. L’importante è riuscire ad aggiungere valore pedagogico alle tecnologie in fase di progettazione e in fase di erogazione dei percorsi formativi.


N
el 2013, in occasione della terza edizione del Festival dell’Innovazione, Grifo Multimedia ha presentato "Ubi Care" (UBIquitous knowledge-oriented healthCARE), un progetto sanitario di sviluppo sperimentale nell'ambito dei modelli di "disease management". Di cosa si tratta?

Ubicare, prima di essere una tecnologia, è il primo modello innovativo di social networking per la sanità pugliese, concepito per la gestione in remoto di persone con malattie croniche, per la formazione continua anche di personale sociosanitario e per la riduzione della spesa sanitaria. Da un punto di vista tecnologico, Ubicare è un social network che mediante architettura service-oriented (SOA) integra social networking, sistemi di monitoraggio a distanza, condivisione di dati sanitari e protocolli di cura, learning management system. Il sistema integrato Ubicare consente un’accurata personalizzazione dei servizi di supporto alle decisioni in ambito sanitario, la gestione della conoscenza e l’integrazione con sistemi informativi sanitari. Ubicare quindi è il modello ideale per mettere in rete esperienze e conoscenze sulle tematiche cliniche, socializzare esperienze e buone pratiche tra le famiglie delle persone con malattie croniche, condividere i dati clinici, favorire le sinergie tra livelli assistenziali diversificati – ossia ambulatori ospedalieri, distretti sociosanitari, studi di medicina generale –, supportare le decisioni mediche, accedere ad un sistema di formazione a distanza a supporto della costruzione di una rete sociosanitaria competente e performante. 

 

La start up che affiancherà in qualità di mentore si chiama Aulab, una piattafoma di e-learning per studenti e servizi per l'apprendimento. Lei con Grifo Multimedia svolge attività di mentoring e tutoraggio da moltissimi anni: è stato un precursore dei tempi? E quale crede sia il principale valore di una mentorship?

I nostri servizi di mentoring sono principalmente rivolti agli utenti finali delle nostre soluzioni di e-learning e di gamification. Sono servizi essenziali per rendere più efficace lo sviluppo delle conoscenze e i processi di apprendimento mediati dalle tecnologie. In realtà, la parola “mentore” ha un’origine antica. Nell’Odissea era il saggio maestro che si prese cura e guidò Telemaco durante l’assenza del padre Ulisse. Traslato nel mondo aziendale, il mentor è una persona esperta che aiuta una più giovane ad affrontare il percorso professionale e le sfide che l’attendono, offrendo ascolto, consigli e sostegno. Ma il mentor è anche un modello dal quale trarre ispirazione. In molte realtà organizzative i percorsi di mentorship sono rivolti a talenti o giovani neo-laureati che devono seguire un percorso di crescita veloce e specifico. È senza dubbio un’occasione unica per beneficiare dell’esperienza di un professionista già affermato dal quale è possibile ricevere consigli e supporto concreto per orientare al meglio il proprio percorso di studi e avvicinarsi efficacemente al mondo del lavoro o per mettere a fuoco e valorizzare i propri punti di forza. Un percorso di mentorship offre anche la possibilità di conoscere da vicino la realtà di un’azienda e constatare come, con impegno e tenacia, sia possibile ottenere il giusto riconoscimento del valore e del merito. In definitiva, aiutare un giovane a saper “leggere” la complessità del mercato e a saper prendere le giuste decisioni: è questo a mio avviso il vero valore di un percorso di mentorship.