ARTI Regione Puglia
Cerca nel sito
Calendario Eventi
« Settembre - 2017 »
LuMaMeGiVeSaDo
 010203
04050607080910
11121314151617
181920222324
252627282930 





 

Intervista a Leonardo Mangia, Direttore Business Unit Finance di Links Management and Technology (www.linksmt.it/home ). All’interno dei Percorsi di Accompagnamento Personalizzato (PAP) sarà il Mentore della start up Dabimus.

di Valentina Parente

 


Nel 1999 nasce a Lecce Links Management and Technology, società di consulenza che ha l’obiettivo di operare in maniera professionale e organizzata nella progettazione e nella fornitura di servizi e soluzioni innovative ITC destinati al settore finanza e a quello delle pubbliche amministrazioni. Nel 2004 vengono inaugurate due nuove e prestigiose sedi operative: a Milano e a Roma per presidiare rispettivamente i due importanti mercati del Banking e della Pubblica Amministrazione Centrale. La sede di Lecce invece rappresenta un importante competence center sulle nuove tecnologie dell’ITC, in particolare legate al Mobile, che assicura uno sviluppo sw di qualità e considerato oggi stato dell’arte.

 

Ing. Mangia, Links si propone come partner di eccellenza per raggiungere i risultati di business desiderati grazie ad un approccio all'innovazione tecnologica e di processo incentrata sulle persone e sulle competenze. Quali sono gli errori più frequenti che si commettono nella gestione di un business? Quali sono le strategie da seguire per un business redditizio?

Innovazione e competenza: sono questi i fattori chiave oggi richiesti ad una azienda di successo. Un’azienda deve saper costruire la sua organizzazione e la sua relazione con il mercato su questi due aspetti. E gli errori più frequenti nel business sono legati spesso al non saper interpretare la portata di un cambiamento, la potenzialità di una innovazione, l’importanza di una competenza. Pensiamo a Nokia che non ha saputo interpretare l’avvento degli smartphone, o a Blockbuster che non ha compreso l’arrivo dell’approccio on-demand per i contenuti multimediali.

Invece le aziende oggi di successo, anche in termini di redditività, sono proprio quelle che hanno organizzazioni interne e strategie di mercato in grado di sfruttare ed interpretare l’innovazione per farla diventare immediatamente fattore chiave della loro offerta.

 

La vostra azienda si caratterizza per competenze tecnologiche e per un'approfondita conoscenza dei domini su cui operate in termini di mercato, di processi e di aspetti operativi e normativi. Quanto investite nella formazione costante del vostro team? Secondo lei in Italia le aziende spendono in maniera adeguata nello sviluppo del loro capitale umano?

La formazione è strategica, parte integrante delle organizzazioni che vogliono cogliere le opportunità dettate dalle nuove tecnologie. La costante evoluzione tecnologica impone però nuovi paradigmi di formazione. Una formazione continua, direttamente nei progetti, direttamente in partnership con le aziende leader nei cambiamenti tecnologici. È terminato il tempo della formazione in aula, dell’indicatore del numero di ore di formazione sul numero di ore complessive di una risorsa.

Le aziende devo investire e lo devono fare proprio sullo sviluppo del capitale umano. Oggi sviluppare il capitale umano vuol dire avere nel DNA delle organizzazioni aziendali processi che facilitano la formazione on the-job, la collaborazione tra le risorse, la condivisone rapida ed efficace di conoscenza, l’interazione globale con gli attori e le aziende leader. Nelle aziende italiane purtroppo siamo ancora molto indietro. Si spende poco in formazione, quasi nulla su questi nuovi paradigmi di collaborazione.

Le aziende più giovani votate all’innovazione invece si dimostrano essere quelle che normalmente ed in modo naturale presentano organizzazioni votate alla collaborazione e alla condivisione di conoscenza, con processi di formazioni continua.

 

In questi anni avete vissuto una crescita esponenziale, dalla partenza con 3 lavoratori e fatturato iniziale di 119mila euro, alla conclusione dell'anno 2008 con ben 162 professionisti e oltre 6 milioni di euro di fatturato. Voi come avete gestito la vostra fase di start up? Quali sono le principali difficoltà incontrate in questi anni?

Links è nata dall’idea di sfruttare appieno le allora nuove tecnologie di Internet, progettando e realizzando applicazioni web a supporto dei processi bancari strategici interni e di relazione con il cliente (Customer Relation Management). Ci siamo differenziati sul mercato per la capacità di progettazione innovativa e di utilizzo di metodologie di design di Web Application. È stata una fase di start-up entusiasmante, il cui carico di motivazioni e conoscenza ancora oggi è parte integrante di Links.

Le difficoltà incontrate sono state legate soprattutto alla gestione risorse: prima nell’ingaggio di persone motivate e preparate sul tema Web Application, e successivamente nella gestione stessa della crescita in termini numerici, mantenendo un gruppo di lavoro coeso e fortemente orientato alla condivisione della conoscenza. Sicuramente il tema della gestione delle risorse umane in momenti di forte crescita è un tema che presenta non poche criticità.

 

La start up che affiancherà si chiama Dabimus e si occupa di servizi ICT per la conservazione, gestione, tutela, valorizzazione e promozione del Cultural Heritage. In questo mercato così fluido e in costante cambiamento, come quello dell’ICT, quali sono le opportunità di inserimento delle start up? A quali frontiere adesso è utile guardare?

La possibilità di inserimento di start up nel mercato dell’ITC è elevato. Per essere competitivi e avere buone possibilità di affermarsi occorre sempre più saper specializzare le conoscenze e le tecnologie innovative dell’ITC a specifici ambiti applicativi, utilizzando proprio il digitale per creare un’offerta specializzata. Pensiamo ad esempio a come le tecnologie del mobile hanno consentito l’affermarsi di un servizio innovativo come quello del car sharing.

Tanti i campi applicativi in cui le start up ITC posso inserirs:, pensiamo all’energy, al turismo e beni culturali, al Made in Italy, ai sistemi di pagamenti, alla mobilità in genere. Il fattore chiave di successo è sapere sempre declinare le potenzialità delle moderne tecnologie del digitale agli specifici ambiti applicativi, creando un’offerta innovativa e a valore.